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Curva Sud dei tifosi della Roma allo Stadio Olimpico piena di bandiere giallorosse

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1927

Via Forlì 16: tre firme, due colori e una città che imparò a dire Roma

La nascita, 7 giugno 1927

Tutto comincia a un indirizzo qualunque. Via Forlì 16, Roma, 7 giugno 1927. Nessuno stadio, nessuna folla, nessun pallone: una casa privata e tre uomini davanti a un foglio. Italo Foschi, Ulisse Igliori, Vittorio Scialoja. Mettono la loro firma e, senza che in strada se ne accorga nessuno, al calcio italiano nasce una creatura che non esisteva. Le cose destinate a durare, spesso, hanno inizi così piccoli che a raccontarli sembrano una svista.

La Roma di allora era una capitale senza una squadra che la rappresentasse tutta. Il pallone aveva i confini dei rioni, da Testaccio a Trastevere fino a Campo Marzio, e il campionato parlava con l'accento del Nord. Foschi, presidente della Fortitudo-Pro Roma e uomo legato al regime, aveva in testa un'idea semplice e ambiziosa: mettere insieme le forze cittadine e costruire un club capace di guardare in faccia le grandi settentrionali.

Le tre che diventarono una

Le società che accettarono erano tre. La Fortitudo-Pro Roma dello stesso Foschi, l'Alba-Audace di Igliori, il Roman di Scialoja. Ognuna portava in dote una storia, una gente, un pezzo di città, e ognuna accettava di sparire perché nascesse qualcosa di più grande. C'è una generosità quasi commovente nell'atto di chi rinuncia al proprio nome per darne uno a tutti, e quel nome era il più bello che si potesse scegliere. Bastava una parola sola: Roma.

La Lazio, attiva nella capitale dal 1900, restò fuori. Sui motivi i racconti non coincidono, e dopo un secolo è giusto lasciarli dove stanno: quello che conta è che da quel momento la città ebbe due anime, e una delle due aveva appena imparato a chiamarsi come lei.

Dal Roman arrivò il dono che ancora oggi ci riconosce da lontano. Il giallo e il rosso erano i suoi colori di maglia, ed erano prima ancora quelli del gonfalone del Campidoglio. La lupa capitolina salì sullo stemma. Nome, simbolo e colori: la nuova squadra si prese tutto ciò che la città aveva di proprio, e lo fece con la naturalezza di chi torna a casa.

Il 22 luglio e la prima volta in campo

Il 22 luglio 1927 arrivò il primo atto della società, l'Ordine del giorno numero 1, con la distribuzione delle cariche. Per questo c'è ancora chi festeggia quel giorno, e la discussione tra le due date si riaccende ancora. Noi romanisti abbiamo due compleanni tra cui scegliere, e non ci dispiace affatto.

Eppure la Roma era già scesa in campo. Il 17 luglio, al Motovelodromo Appio, affrontò in amichevole gli ungheresi dell'Újpest e vinse 2-1, con i gol di Cappa e Heger. Tra quegli undici c'era un mediano arrivato dalla Fortitudo, Attilio Ferraris IV, il primo capitano. La storia aveva già la sua prima fascia al braccio, cinque giorni prima dell'atto che doveva darle un organigramma.

Il debutto vero fu il 25 settembre 1927, sempre all'Appio, contro il Livorno. Cominciò in ritardo, perché un'autobotte mandata a innaffiare il terreno rimase bloccata sul campo: la grande avventura giallorossa si aprì così, aspettando che qualcuno liberasse il prato da un mezzo impantanato. Poi Ziroli segnò il primo gol ufficiale della nostra storia, Fasanelli aggiunse il suo, e finì 2-0.

Cent'anni da quel foglio

Foschi lasciò presto. Nel marzo del 1928 passò la presidenza a Renato Sacerdoti, che era stato tra i finanziatori dell'operazione, e nel novembre del 1929 la Roma avrebbe inaugurato il suo Campo Testaccio battendo il Brescia. Sarebbero venuti gli scudetti, le notti europee, le curve, le lacrime. Sarebbero venute generazioni di persone che in quella casa non hanno mai messo piede e che su quella data costruiscono ancora una parte delle loro domeniche.

Nel 2027 saranno cento anni. Via Forlì è sempre lì, una strada come tante, percorsa ogni giorno da chi magari non sa. Ma ogni volta che all'Olimpico si alza quel nome di una sola parola, sotto c'è ancora la decisione presa quel giorno da tre firmatari in una casa privata: smettere di essere una parte di Roma, e provare a essere Roma.

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Fonti: Fanpage · TuttoMercatoWeb · AS Roma, Italo Foschi · Virgilio Sport · AS Roma, la prima partita · Gli Eroi del Calcio · Il Romanista · Chiesa di Totti